CISL Reggio Emilia

VERTENZA FIAT POMIGLIANO: “Lo si è visto. Hanno vinto i lavoratori. Ma si è rischiato parecchio”
Data: Wednesday, 23 June @ 12:07:28
Argomento FIM


Dalla città di Landini (Fiom) la nota di Giovanni Caruso, segretario Fim Cisl di Reggio Emilia. “Peccato per la Fiom questo successo dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che si sono rimboccate le maniche…”


REGGIO EMILIA (23 giugno 2010) – “A Pomigliano abbiamo assistito a una vittoria dei diritti dei lavoratori, in particolare del primo diritto garantito dalla costituzione: quello del lavoro. Che, come sindacato, siamo chiamati a tutelare” a parlare è Margherita Salvioli Mariani, segretaria della Cisl di Reggio Emilia, il giorno dopo il referendum tra i lavoratori dello stabilimento Fiat. “I lavoratori hanno reso merito all’operato di tanti delegati e delle strutture sindacali che hanno intravisto in questo accordo riconosciuto il diritto fondamentale al lavoro che ha rischiato, per colpa di pochi, di saltare - conferma Giovanni Caruso segretario della Fim Cisl Reggio Emilia, la federazione di categoria che si occupa dei lavoratori metalmeccanici - .Singolare il caso della mia città dove Fiom e Cgil Reggio Emilia si sono espresse su posizioni diverse dalla Cgil nazionale e campane…” Caruso, lei parla dalla terra d’elezione del segretario nazionale della Fiom, Landini… “Sì. E ribadisco ancora una volta che la Fiom ha sbagliato. Alla luce di questo referendum è chiaro. Dapprima ha strumentalizzato e denigrato l’accordo, a fatica, raggiunto. Poi, a priori, - senza aver faticato in sede negoziale - ha provato a erigersi a giudice e a non riconoscere la legittimità di un simile referendum. Peccato, per loro, che come mai si era visto nelle consultazioni sindacali, hanno partecipato il 95% dei lavoratori. Con una vittoria del 62% dei sì, chiediamo alla Fiat di dare il via libera all’accordo e procedere al piano di rilancio industriale. Dall’altra parte non possiamo non rilevare che questa è, anche, la vittoria della legalità. Tema a noi caro a Reggio Emilia di questi tempi”. Perché? “Perché è dimostrato che l’illegalità trova terreno fertile dove ci sono condizioni di non lavoro. E senza l’accordo lo stabilimento sarebbe destinato al definitivo declino, lasciando a Pomigliano disperazione e terreno fertile per la camorra. E’ una responsabilità che, anche qui al Nord, non possiamo non cogliere”. In parallelo con Reggio Emilia di questo accordo che dice? “Nell’accordo – conclude Caruso - non c’è nessun diritto di legge violato, né sugli scioperi, né sulla malattia, ci sono solo condizioni di lavoro più impegnative per i lavoratori e regole più rigorose nei rapporti sindacali. D’altronde le condizioni di lavoro previste nell’accordo sono però le stesse già presenti in Fiat e nel settore metalmeccanico e in vigore in molte aziende reggiane”.



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